Sviluppo di approcci PERsonalizzati nel trattamento del Piede Diabetico mediante utilizzo di stampante 3D
Area di ricerca: Cardiovascolare, Piede diabetico
Il progetto PERPD-3D intende integrare nuovi materiali funzionalizzati e lavorati mediante stampa 3D con originali protocolli terapeutici per il trattamento del piede diabetico. Attraverso questo progetto si intendono realizzare due principali prodotti: medicazioni avanzate per la cura di ulcere diabetiche e segmenti ossei artificiali per il trattamento chirurgico dei focolai di infezione e/o distruzione legate alla complicanza neuroischemica.
Il progetto ha permesso la realizzazione di un nuovo protocollo pre-chirurgico per il disegno di segmenti ossei del piede che, una volta validato, potrà essere replicabile da tutti i centri interessati alla cura della patologia. Inoltre, ha favorito lo sviluppo di protocolli per l’arricchimento di biomateriali, che rappresentano un’innovazione in ambito sanitario. Infine, attraverso l’utilizzo della stampa 3D ha consentito il trattamento combinato dei tessuti molli (ulcere diabetiche) e di quelli compatti (ossa del piede), evidente innovazione in quanto mai applicata per la cura del piede diabetico e per la susseguente prevenzione delle amputazioni.
MCH ha realizzato nuovi protocolli e procedure, sviluppando tecniche personalizzate basate sull’utilizzo di nuove tecnologie e biomateriali per consentire la guarigione delle ulcere diabetiche e il salvataggio del piede, o parte di esso, dall’amputazione. Una minore demolizione a livello del piede mediante sostituzione con repliche in materiale biocompatibile riduce l’impatto sulla deambulazione, in particolare, nel soggetto con infezione ossea (osteomelite) o con osteopatia di Charcot con un impatto positivo a livello sia della qualità di vita del paziente sia a livello della riduzione dei costi del sistema sanitario nazionale.
Data inizio: gennaio 2020 - Data fine: dicembre 2021 - Durata: 2 anni
Responsabile: Prof. Luca Dalla Paola
Enti finanziatori: Regione Emilia-Romagna
Collaborazioni: Istituto per i polimeri compositi e biomateriali CNR; Fondazione IRET; Istituto Ortopedico Rizzoli IRCCS